L’ultima volta che ho visto Valerio Mastandrea, chiuso all’interno di quel posto alienante e alienato dal mondo, chiamato ospedale, è stato ne La linea verticale. Serie brillante e ultimo regalo di Mattia Torre, una penna che tanto manca a questo cinema italiano, così a digiuno di ironia su società e genere umano. Con Nonostante, Mastandrea si è cimentato per la seconda volta nel ruolo di regista e co-sceneggiatore, dopo l’esordio Ride (2018) scritto anch’esso con Enrico Audenino.

Nonostante è il secondo film per la regia di Valerio Mastandrea

Spreco di potenziale


I primi istanti di Nonostante mi lasciano interdetto e per poco non mi rapiscono: sembra quasi di essere in un musical capitolino, ambientato in un ospedale romano tra barelle, infermieri e sedie a rotelle. Una prima sequenza che cattura lo spettatore, ne attrae la curiosità. Il tempo però di capire, sorridere per il sovrapporsi del piano della realtà su quello della finzione, che la magia finisce. Il film stenta infatti a decollare: si ride poco, nonostante il tono sia quello di una commedia. Persino l’indubbio talento del cast, appare soffocato dallo sviluppo di un film che si rivelerà scostante.

Alcuni momenti sono anche piacevoli (come lo stonare senza pudore di Giorgio Montanini tra le stanze d’ospedale o alcune frasi del bravissimo Lino Musella, tra i pochi a spiccare), ma troppe mancanze a livello di scritturazione sembrano affossare l’intera storia. In primis, l’impossibilità dei personaggi di farsi tridimensionali e in secondo luogo l’accumulo di possibili spunti dimenticati dalla sceneggiatura.

Bocca asciutta

Mastandrea sembra ispirarsi all’amico Torre, mettendo in scena un groviglio di storie e rapporti umani di personaggi che però restano distanti dallo spettatore. I temi trattati sono la morte e il senso della vita, sul quale poter riflettere grazie ad un clima di sospensione che permea l’intera narrazione. In questa sala d’attesa esistenziale, si inserisce la storia d’amore della coppia protagonista (Mastandrea – Fonzi), ma il rapporto tra i due non riesce a bucare l’emotività di chi guarda.

Valerio Mastandrea e Dolores Fonzi sono i protagonisti di Nonostante

Nonostante, rispecchia il sentimento del protagonista, incapace di immaginarsi un finale per la sua storia. La seconda opera del regista romano, rimane al bivio: non imbocca nessuna delle strade percorribili, né della commedia né del dramma sentimentale. Un soggetto originale senza uno sviluppo alla sua altezza, per un film che lascia con la bocca asciutta. Quando arrivano i titoli di coda in sala permane il buio. Forse, il film non è finito e allora ci guardiamo attorno come aspettando qualcosa. Pochi istanti e siamo costretti ad arrenderci all’evidenza: il film è davvero finito, hanno solo dimenticato di riaccendere le luci.
Nonostante è il primo film targato Damocle, casa di produzione fondata dallo stesso Mastandrea, Michele Rech (in arte Zerocalcare), Francesco Tatò e Oscar Glioti. Un primo abbozzo di un progetto che sono certo regalerà in futuro prodotti che ricorderemo.